Un piccolo giardino accanto all’Asilo diventa una pericolosa discarica, ma parte subito una spedizione “pul/nitiva”

Anche nel volontariato in Sicilia ci sono casi di eccellenza
Volontari, educatrici e…bambini in prima linea per una battaglia di civiltà
 

 

Stefano, 4 anni: " Maestra, maestra ... però i grandi sono monelli che si mangiano la pizza e poi buttano il cartone per terra. Non si fa, perchè poi l'erba si fa male. E poi piange".
E' l'astuta e perspicace affermazione del piccolo Stefano, ad aprire una spedizione "pul\nitiva" speciale e di rilevante importanza, organizzata dall'Associazione "Crescere Insieme" in collaborazione di "PuliAmo Ragusa", movimento ambientalista nato a febbraio, e avviato da un gruppo di giovani volontari desiderosi di dare una scossa al senso civico del cittadino. Di una città distratta come Ragusa.
Un'ora alla settimana del proprio tempo, in maniera assolutamente gratuita, per pulire e ripulire gli spazi verdi della città invasi dalla sporcizia e dai rifiuti, soprattutto quelli dedicati al gioco dei bimbi.
Lasciando il segno.


Le parole di un bambino sono sempre chiare e semplici; in particolare, quelle di Stefano, ti inducono ad una profonda e attenta riflessione, seppur nell'assoluta singolarità, sfiorano l'anima dell'interlocutore prima, e del lettore, dopo. E ti arrivano dritte al cuore, facendoti sentire in colpa. Perchè sei tu quello "grande" e sei tu che devi dare l'esempio.
Dodici novembre e il meteo, che da due giorni fa capricci, finalmente accoglie una splendida giornata di sole: quindi, mettici una decina di bambini dai 2 ai 5 anni, un paio di educatrici giovani e intraprendenti, alcuni genitori, dei volontari di "Puliamo Ragusa" e il gioco è fatto. Che poi tanto gioco non lo chiamerei. E' vero, i bambini sono soliti lasciare una carica di positività e adrenalina che soppiantano, momentaneamente, l'inciviltà degli adulti, ma è chiaro che l'obiettivo principale di iniziative del genere è insegnare ai più piccoli, ad essere un cittadino responsabile oggi, per vivere meglio domani all'interno di una società, sana.


Pochi discorsi quindi, senza neanche troppi giri di parole e diserzioni filosofiche sulla bontà dei bambini. Si sa. L'unico messaggio che deve essere recepito da iniziative del genere è svergognare gli adulti, di fronte ad uno scempio che, uno spazio verde così piccolo, in cui i bambini vorrebbero dare due calci al pallone, sia soppiantato interamente dai rifiuti d'ogni genere. Chiari sintomi di inciviltà, s'intende, perchè a soli cinque minuti dal sito in questione, si trova un "bellissimo" cassonetto della spazzatura. Inciviltà, s'intende, perchè sulla panchina c'era apparecchiata la cena del giorno precedente o precedente al precedente: un cartone di pizza e svariate bottiglie di birra, adagiate sul prato, come elemento ornamentale. E come se un domani, non esistesse.
Sì, "svergognare" : mai termine fu poi così crudo, ma così adatto innanzi all'incuria tralasciata dai nostri cittadini.


"Nel mese di settembre - ci racconta Francesca Iacono, venticinque di anni ( titolare della struttura "Crescere Insieme"), portavamo i bambini a giocare nello spazio difronte l'Oratorio "Salesiani", e gli stessi bambini, si rendevano conto che, sopra l'erba, c'era qualcosa di troppo; a quel punto, me li porgevano, chiedendomi se potevo gettarlo nei cassonetti della spazzatura. Da questi gesti assidui e civili, che un bambino a 4 anni comprende pienamente, ho pensato di creare una collaborazione con "PuliAmo Ragusa", e i genitori ne sono rimasti davvero entusiasti".


Ecco. Sapete cosa vuol dire giocare in uno spazio verde, in cui ogni due minuti, l'educatrice debba rivolgersi ai bambini, raccomandando loro di stare attenti, poichè sull'erba, sono nascoste frantumi di bottiglie di vetro? Sapete cosa significa? Significa che, già a causa dei videogame e della televisione in generale, l'80 % dei bambini non gioca più all'aperto; se alla tecnologia, ci aggiungi anche l'impossibilità di socializzare fuori, causa rifiuti e pericolosità di quest'ultimi, da grandi avranno difficoltà a vivere esperienze autonome e scoprire luoghi nuovi, quindi non potranno conoscere l'esperienza dell'ostacolo, del rischio, dell'errore, nei tempi e nei modi giusti. Significa che non sapranno mai che, sbucciarsi un ginocchio, rende liberi. Secondo le mamme di oggi, "non sudare" corrisponde all'undicesimo comandamento; perchè adesso ai bambini è vietato pure correre e sudare? Nonni in affanno inseguono cinquenni per fermare la corsa, mamme armate di cappellino intimano ai figli di non sudare, ovunque. Il sudore è fonte di perenne preoccupazione. E lo so, lo so, che se sudi poi ti becchi un "colpo d'aria", poi ti raffreddi. Ma anche se fosse? E' come tarpare le ali ad un uccellino. Probabilmente un adulto, oggi penserà a lui bambino, e gli verranno in mente: la polvere del campetto dove si giocava per ore, i piedi neri, i capelli zozzi, certi rammendi sui pantaloni, la ruvidità dei sassi, il peso dei libri, il sudore che asciugava sul corpo contrapposto al profumo stordente della primavera. E' come se quell'infanzia fosse fatta di sensazioni, di cose viste e toccate e leccate e sputate e giocate. Sognava chi avvertiva il peso delle cose. Ora tutto è cambiato: i bambini stanno a casa, giocano alla Play Station, affrontano e sconfiggono draghi e zombie. La strada è scomparsa, il giardino è terra minacciosa, meglio ritornare subito a casa a "guardare il mondo da un oblò".


Nessuna puzza, nessun sudore, nessuna febbre, nessuna crosta, nessun peso, nessun brivido. 

I bambini che hanno contribuito a pulire il loro mondo, dando uno schiaffo morale ai "grandi”, oggi sono stati coraggiosi. E un giorno ricorderanno questa esperienza, con emozione. Quella stessa emozione che abbiamo provato, quando, con gli occhi felici e imbarazzati, un bambino mi disse: "Grazie per avermi insegnato a raccogliere la spazzatura oggi. Ma domani sarà di nuovo sporco?”

 

Federica Farnisi

 

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